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Celluite cause e differenze

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Pubblicato da in Allenamento ·
La cellulite o PEFS pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica, è un inestetismo provocato da un’alterazione del tessuto sottocutaneo o ipoderma con ipertrofia delle cellule adipose. Sotto al derma si verifica una ipertrofia delle cellule adipose, insieme a ritenzione idrica e di liquidi tra le cellule, e ciò è dovuto ad un’alterazione del sistema venoso e linfatico che rallenta il flusso del sangue provocando la ritenzione idrica, ovvero la stasi di liquidi negli spazi intercellulari dell'ipoderma. E caratterizzata da un’alterazione della cute che, soprattutto se compressa, evidenzia delle rugosità con piccoli noduli sferici, per questo viene detta a “buccia d’arancia”.                                                                                                            
Solitamente viene definita:
  • Dura o Solida e Compatta (tipica di soggetti giovani e tonici), con masse dure e poco mobili, aderenti ai tessuti sottostanti. Dà uno spiacevole senso di fastidiosa pesantezza ma difficilmente provoca dolorosità continua. Si localizza primariamente sui glutei, cosce e parte interna del ginocchio.  
  • Molle o flaccida che rappresenta solitamente un’evoluzione di quella dura e si manifesta più frequentemente intorno ai 35 anni. In questa configurazione la cellulite cambia la sua forma secondo le posizioni assunte dal corpo. Al tatto si riconoscono, sotto allo stato molle, dei noduli. Si estende su quasi tutta la superficie degli arti, anche su quelli superiori.
  • Edematosa ed è un ulteriore stadio della molle. Rispetto a quest’ultima è più carica d’acqua, oltre che sugli arti si espande tutto intorno alla zona del bacino. È spesso accompagnata da un aggravamento della situazione circolatoria con creazione di varici.
All’origine del fenomeno cellulite nella sua forma più evidente c’è un processo degenerativo che parte da un primo stadio che è quello della stasi venoso linfatica (la cute comincia a gonfiarsi con vasi che si dilatano), segue subito dopo la fase essudativa dove alla pressione della parte si registra dolore (la vasodilatazione si accentua). La prima vera fase che si può definire cellulitica è detta fibroplastica in cui si crea un fitto reticolo di fibre connettive che danno origine ai noduli. L’ultimo stadio è la fase sclerotica cicatriziale con tutte le caratteristiche edematiche e fibrose della cellulite “matura”. Per capire quali possono essere le strategie per combattere questo inestetismo, tipicamente femminile, occorre per primo capire quali sono le cause principali che ne favoriscono l’insorgere. La cellulite, ricapitolando  non è un accumulo di grasso, ma un ristagno di liquidi e scorie metaboliche, è una sorta d’infiammazione cronica del sottocutaneo con un ispessimento delle fibre connettive e perdita di elasticità dei tessuti ,è quasi sempre legata a situazioni di cattiva alimentazione, stress, mancanza di circolazione, alterato equilibrio ormonale, scarso apporto di acqua, eccessi di sodio, stati tossici da farmaci o altri fattori, abiti stretti, calzature con tacchi alti, mancanza di movimento, stitichezza, fumo e alcool, problematiche epatiche e renali. A parer mio ritengo comunque che il problema principale, accanto all’ alterazione del microcircolo, sia di origine endocrina, oltre che ad un problema costituzionale. Alcune ricerche hanno dimostrato come sia proprio la forma del tessuto adiposo o meglio, delle fibre connettive che lo delimitano, a predisporre le donne alla cellulite. Infatti negli uomini queste fibre hanno un andamento obliquo con una maggiore azione contenitiva rispetto alle fibre delle donne che scorrono perpendicolari alla fascia permettendo l’erniazione dei lobuli adiposi e quindi la comparsa della “buccia di arancia”. Inoltre un ruolo fondamentale giocano gli squilibri legati agli ormoni femminili (progesterone, estradiolo, prolattina) e al susseguirsi di oscillazioni soprattutto di adrenalina, cortisolo, insulina. Per questo motivo l’alterarsi del mestruo crea situazioni favorevoli all’instaurarsi di questa patologia ( solitamente nel periodo premestruale si nota un aumento dell’edema). La situazione a questo problema va affrontata con azioni mirate ad ogni specifica situazione. Quindi ancora prima d’intraprendere qualsiasi terapia di supporto (laser, mesoterapia, massaggi ecc.) è fondamentale agire sulle cause scatenanti. Secondo il mio parere uno dei miglior metodo di diagnosi è la termografia che è in grado di rilevare con una scala di valori oggettivi l’ irrorazione sanguigna delle zone da valutare (solitamente più “vecchia” è la cellulite più è difficile debellarla). Dal punto di vista nutrizionale è importante aumentare considerevolmente l’apporto idrico, integrare con fibre ( frutta, verdura, cibi integrali), limitare l’apporto di sodio e tutti i cibi, come conservanti ed insaccati, che ne contengono grandi quantitativi. La scelta dei cibi deve essere orientata a limitare i grassi saturi mentre i poli e monoinsaturi sono indicati, soprattutto gli EFA ( EFA, dall'inglese Essential Fatty Acids)  che sono di primaria importanza. Occorrerebbe privilegiare tutti gli alimenti a basso indice glicemico ridurre al minimo dolci e zucchero raffinato e limitare le bevande nervine (the e caffè). In linea generale occorre cambiare lo stile di vita eliminando la possibilità di accumulare anche tossine da stress. Potrebbe essere utile l’uso d’integratori come Fucus, Uva ursina, Cromo, Acido Lipoico, Centella, Pilosella, Carciofo, Ananas, tutto ciò unito a vitamine quali la C, la A e la B6.
Ritengo inutili e spesso controproducenti farmaci diuretici e lassativi.




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